L’8 agosto 2008 è stato il 16° anniversario della morte di Alison Gertz, un’attivista per la lotta all’AIDS che per me è stata importantissima anche se la ho conosciuta dopo la sua morte, perché quand’è morta io ero ancora HIV negativo.
Adesso c’è Keren, una ragazzina di 12 anni, che si è messa in gioco parlando della propria esperienza di sieropositiva dalla nascita, di fronte a personalità importanti di tutto il mondo, nella 17esima conferenza contro l’AIDS.
E’ ora che molti giovani e giovanissimi si mettano in testa che la strada giusta è smettere di nascondersi, Alison non c’è più è vero ma lei ha aperto una grande strada a tutti. Io sono stato in grado di seguire il suo consiglio, Keren anche pur non conoscendola, e voi?
Articolo di giornale e video su Keren, dopo il salto. Continua”Keren come Alison Gertz”
Sì. E’ giunta l’ora di andare in vacanza da ora fino ad almeno il 25! Poi da settembre avrò tanti di quegli impegni, che non si sa mai allora tanto vale godersi la libertà.
Concludo quest’anno di blog con una dedica al collega, quello che non conosce l’H2O che so che legge il blog e spesso dice “complimenti perché hai il coraggio di metterti a nudo” …beh anche perché se lui si spogliasse, sarebbe una catastrofe per tutto il pianeta per gli odori che sprigionerebbe! Io almeno posso spogliarmi nudo quanto voglio, mettendo il preservativo quando serve, e non sono un pericolo per nessuno!
Comunque la dedica è una canzone di qualche anno fa, di un gruppo chiamato Teste sciroppate, dal titolo molto eloquente: senti come puzzi!
Ebbene sì: l’articolo usi preservativi come fermaglio per capelli è la dimostrazione di come io faccia uso di questi prodotti come copricapo da molto tempo!
Ho preso una mega cantonata, grazie a Marco Wong per la segnalazione!
L’articolo sui preservativi usati, riciclati e messi come elastici per capelli, non è altro che una super mega bufala, vecchia tra l’altro. Certo io avevo scritto “la notizia è vera” per incuriosire i lettori a proseguire l’articolo ma alla fine, visto il modo ironico in cui lo avevo introdotto, speravo fosse abbastanza chiara l’intenzione mia di non prendere la cosa troppo sul serio. Anche se, in ogni caso, non mi sarei stupito che si fosse riciclato anche quel tipo di materiale.
Riporto dopo il salto, l’articolo completo di Marco Wong Continua”Mi merito un bel preservativo in testa!”
“caro hivlinux,
siamo i tuoi preservativi usati che da 12 anni proteggiamo la tua donna dalla tua infezione e che tu hai spudoratamente gettato nel cestino.
Alcuni di noi, stanchi dei tuoi soprusi, si sono rotti per protesta facendovi provare per qualche tempo un po’ di strizza, però siamo buoni in fondo ti vogliamo bene e la tua donna ha sempre avuto il culo salvo; ma ora abbiamo deciso di cambiare rotta e farci notare dal grande pubblico diventando elastici per capelli, con la speranza di accontentare qualche altra testa di cazzo come te! E non dire che non è vero, dal cazzo passiamo alla testa chissà perché?
Speriamo di avere, dalla donzella che ci indosserà, un po’ di rispetto e gratitudine. Chi lo sa un giorno magari qualcuno di noi finirà in testa inconsapevolmente proprio alla tua? Distinti saluti, Flash Goldon, presidente dell’associazione nazionale diritti del goldone usato”
Questa è una petizione falsa, ma la notizia è vera…
eh sì come no, vera stucazz! HivLinux cascato in una cantonata del genere!
Capita a tutti di cascarci sulle bufale! Continua”Da preservativo a fermaglio per capelli”
Della privacy e discriminazione nei confronti di disabili sensoriali affetti o coinvolti da problematiche HIV, avevo già parlato in un precedente articolo, ma ora sono felice di dare una buona notizia, grazie a talksina di ciecomatto.net per la segnalazione: molti servizi web “infettati” dai già citati captcha ottici, possono essere gestiti da un disabile sensoriale senza bisogno di dipendere da qualcun altro e anche qui, ci viene in aiuto l’open source… e non lo dico perché sono HivLinux! Continua”Privacy a rischio? colpa di un codice! Sviluppi importanti”
Grazie a Laura di Blindsight project per la notizia - la conoscevo già, ma avevo perso il link sul mio feed reader del cell(ero fuori casa) e non avevo allora avuto tempo e modo di pubblicarla.
Pare che la chiesa cattolica inizi ad aprire uno spiraglio sull’utilizzo del preservativo, comunque la mia considerazione è una e una sola:
chi si fa prete per regolamento non può far sesso. Di conseguenza, a queste persone, brucia molto sapere che gente come me pur avendo l’HIV addosso, che si può trasmettere sessualmente, scopiamo come ricci.
E’ troppo comodo sentenziare su situazioni che non li riguardano come il fatto di interrompere o evitare una gravidanza non voluta, tenere in vita anche chi viene mantenuto dalle macchine, quando, dove, come e con chi far sesso…troppo comodo comandare su una responsabilità che non gli appartiene.
Io dico che se esistesse un padreterno, come padre si deve comportare quindi farci nascere, crescere, ma poi non stare certo a sindacare sotto le nostre lenzuola! Quelle sono cose inventate dall’uomo che vuole il potere e, questo, al padreterno darebbe molto fastidio. Ma tanto, lui perdona tutto…
La notizia dopo il salto. Continua”I cattolici iniziano a considerare il preservativo?”
Lavorando come tecnico informatico sono assillato da mail indesiderate di ogni tipo, dalla pubblicità alle catene di sant’antonio. Donatori di sangue cercasi, virus letali, bambini malati inesistenti, tutte mail più delle volte obsolete, inoltrate senza prendersi la minima cura di verificare la loro veridicità.
Questo post semi-serio è dedicato a chi crede di fare cosa buona e giusta mandando catene, inconsapevole che queste sono come HIV: si diffondono per colpa dell’ignoranza altrui. Continua”La smettiamo con le catene di sant’Antonio?”
D’estate, col caldo, si è abituati ad avere le finestre chiuse con l’aria condizionata accesa e spesso quando si lavora assieme ad altre persone, questa condizione di aria viziata rende inevitabile la circostanza di sorbirsi il loro odore che spesso e volentieri, non è dei più piacevoli.
Purtroppo, al mondo, ci sono persone che nonostante una plurilaurea anche all’estero o il padre che fa una professione di tutto rispetto, non conoscono una semplice sigla: H2O. Continua”L’ignoranza, d’estate, puzza di più!”
Vi piacerebbe essere nel deserto del Sahara, avere una gran sete, avere una bottiglia d’acqua a portata di mano ma non poterla aprire perché il tappo è stato costruito in modo troppo complicato o semplicemente perché non avete il cavatappi?
Vi piacerebbe non potervi permettere un minimo d’intimità in camera vostra, perché il costruttore della vostra casa ha messo una videocamera che riprende tutto e alle vostre proteste risponde che lo ha fatto per sventare i furti sul nascere?
Vi piacerebbe che qualcun altro mettesse la propria sicurezza e riservatezza in primo piano a scapito della vostra?
Non credo.
Eppure, sul web è così, a causa del frequentissimo impiego di captcha ottici. E nessuno, a parte pochi addetti ai lavori, protesta perché tanto, si pensa, “è tutto normale, io i codici visuali li compilo, cosa vuoi che sia, un cieco si fa aiutare”.
Provate però ad immaginare se il cieco in questione ha anche problemi di HIV/AIDS. O in prima persona, o vive il problema perché ne è affetta la persona che ama… e non lo voglia/possa far sapere in giro per non far succedere il finimondo a casa o a lavoro o con i suoceri… Continua”Privacy a rischio, colpa di un codice!”
Dal corriere della sera di oggi 18 giugno leggo questo articolo che a me sembra al quanto inquietante, nel 2008! Soprattutto pensando che avrei potuto essere il numero 40 mila e uno, se non fossi stato costretto da un’influenza anomala a fare il test e scoprirlo in tempo prima di fare “danni”!
Il pericolo più grande, non è l’HIV ma è il profilattico che la gente si mette sulla testa, quello formato dalla comoda teoria secondo cui solo certe “categorie” di persone sono esposte!
Aggiungo che a chi fa turismo sessuale, specie se va con ragazzine minorenni che si vendono per pochi euro nei paesi del terzo mondo, l’HIV è il minimo che gli possa capitare! Io a quelli farei venire una malattia che glielo consuma lentamente, ma dolorosamente! Continua”40mila HIV positivi che non sanno di esserlo”